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28 apr 2011

Crisi- Rischi Sconfinamento Banche Centrali Per Inazione Governi (Focus)

(ASCA) - Roma, 3 mar - La Bce conferma per almeno altri tre mesi le misure straordinarie per garantire liquidita' ai mercati. E' il classico caso del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Da un lato mantenere le misure non standard garantisce che l'Eurotower conferma una politica monetaria accomodante. Dall'altro pero' significa che la situazione dei mercati e' ancora lontana dalla normalita' e elementi di criticita' permangono. La strategia della Bce segue quella della Fed anche se in modo piu' ortodosso nel rispetto degli strumenti della politica monetaria. Aldila' del contingente, sulle politiche delle banche centrali dovrebbe iniziare una riflessione. Autonomia e indipendenza degli istituti centrali rappresentano un valore da custodire con cura, ma gli ultimi due anni e mezzo dovrebbero far riflettere anche sui limiti e l'efficacia delle politiche monetarie. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, nel giugno del 2007 sosteneva che la crisi dei mutui subprime non avrebbe avuto riflessi rilevanti sull'economia reale. Dopo il crac Lehman Brothers, il governatore della banca centrale inglese annuncio' che non ci sarebbero stati salvataggi bancari ma dopo tre mesi le banche britanniche vennero nazionalizzate. Ancora nel 2008 i ministri finanziari del G8 sostenevano che la crisi finanziaria era sostanzialmente un problema americano. Nonostante i segnali evidenti della recessione globale, la Bce nell'estate del 2008 alzo', in modo improvvido, i tassi di interesse, allo stesso modo delle banche centrali di alcune economie emergenti come Cina e India. A peggiorare le cose le autorita' europee si sono rifiutate di adottare energiche politiche di stimolo con il risultato che tra il quarto trimestre 2008 e il primo trimestre 2009 l'economia globale ha accusato una contrazione, per dimensioni e profondita', paragonabile al crollo tra il 1929 e il 1932. Le autorita' economiche e monetarie di tutto il mondo solo allora, avendo scrutato nell'abisso, si sono convertite e hanno messo in campo tutte le armi dei loro arsenali. In particolare le banche centrali hanno rispolverato strumenti come iniezioni di capitale, linee di swap, allentamento quantitativo. Alcuni erano gia' stati sperimentati, altri no; alcuni hanno funzionato, altri meno. L'effetto tuttavia e' stato quello di impedire che la profonda recessione si trasformasse in un'altra grande depressione. Dopo due anni e mezzo ancora non e' chiaro se la cura monetaria sara' piu' dannosa della malattia. Per scongiurare la grande depressione la Fed ha rivoluzionato la politica monetaria. Bernanke, massima autorita' mondiale sulla grande depressione, ha attuato un'amplissima gamma di misure, da interventi tradizionali come il taglio dei tassi a operazioni senza precedenti. Anche la Bce e altre banche centrali hanno fatto ricorso a interventi innovativi con il risultato di una notevole espansione del raggio d'influenza sull'economia. Tutti questi interventi hanno contribuito a evitare una nuova grande depressione ma pongono una serie di interrogativi. Il primo riguarda le difficolta' di smantellare le misure straordinarie. Inoltre molti interventi delle banche centrali potrebbero incentivare notevolmente il rischio morale. Per sostenere il sistema finanziario sono stati salvati istituti finanziari sia illiquidi e sia insolventi e nel lungo periodo potrebbe incrinare la disciplina dei mercati. Altra conseguenza e' la possibilita' di creare le condizioni per nuove bolle e nuove crisi. C'e' anche un altro aspetto che riguarda soprattutto la Fed, e in misura marginale la Bce e altri istituti centrali. Alcune politiche monetarie attuate in questi anni contrastano con i poteri fiscali che appartengono al governo che viene eletto dal popolo, in particolare il potere di gestire la spesa pubblica. Ad esempio la Fed ha assunto poteri come quello di offrire titoli del tesoro sicuri in cambio di titoli tossici, o come quello di acquistare e detenere titoli tossici in bilancio. Le banche centrali probabilmente hanno evitato che la crisi sfuggisse al controllo ma molte misure, anche se efficaci, hanno aggirato di fatto il processo legislativo. L'azione delle banche centrali non deve trasformarsi in un alibi per i governi. A due anni dal primo G20 straordinario a Londra per ridisegnare l'architettura del sistema finanziario globale era lecito attendersi qualche risultato piu' concreto invece che un fumoso e anonimo accordo sugli indicatori per misurare gli squilibri.

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